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domenica 11 settembre 2011
SEMINARE IL FUTURO
domenica 13 giugno 2010
Visita al Cohousing "il Mucchio"

oggi bella gita al cohousing Il Mucchio, ma proprio bella bella! ecco una
foto... qualcuno vuole raccontare la loro storia? (Alida)
domenica 7 febbraio 2010
Visita a Preganziol - 06/02/2010
Di Alida Nepaieri siamo andati a visitare la (il?) cohousing di Preganziòl.
sarà stata la autorevolezza e simpatia dei 2 anziani coniugi, la foschia e la nebbia,
il delizioso pranzo a base di pasta e fagioli con radicchi, la pasta madre, insomma una tristezza e un'invidia.... ma anche una flebo di ottimismo quando Bruno e Anna continuavano a ripeterci: fatelo, fatelo subito!
allego un paio di foto, di seguito un articolo con quello ci ha raccontato il patriarca...e lascio la parola a Caterina, Daniela, Giuliana, Silvia, Elisa, Giancarla se vogliono raccontarci le loro emozioni.
Nicole, che era venuta contro voglia naturalmente, è invece stata illuminata, bello bello continuava a ripetere ieri sera, chissà forse credeva che i cohousers avessero 3 occhi e vestissero di stracci in una capanna; invece Bruno era elegante e distinto con tanto di cravatta, un vero " creativo culturale", un democristiano di 76 anni che è stato uno dei primi in Italia a coltivare biodinamico, e molto altro.ciao
Alida
Siamo l’ antidoto alla solitudine dei nostri tempi
la tribuna di Treviso — 03 gennaio 2010
PREGANZIOL. Nei progetti iniziali, «Rio Selva» doveva essere l’approdo per un gruppo di coppie anziane che nella vita condivisa avrebbero potuto trovare sostegno e stimoli. Era questo il sogno di Bruno Moro, caposettore sociale dell’Usl in pensione, sindaco di Preganziol negli anni Novanta e poi amministratore dell’Istituto Gris, affiancato dall’inseparabile moglie Anna Maria. Dai cohouser anziani a quelli giovani: Moro, cosa è successo? «Prima di avviare il progetto «Rio Selva» abbiamo svolto un’analisi storica e sociologica sugli anziani. Quando l’età aumenta, corrisponde un calo energetico: se non ti attrezzi per tempo, il rischio è quello di finire accudito da una badante o in casa di riposo. In una prima fase, 16 coppie erano interessate a vivere assieme. Al momento di concretizzare, tutti si sono tirati indietro, segno della diffusa stupidità di tanti anziani troppo aggrappati alle loro poche cose per essere pronti a metterle in comune. Abbiamo quindi scelto di aprire alle giovani coppie». Da dove nasce l’esperienza di «Rio Selva»? «Negli anni Settanta a Treviso con Anna ed altre famiglie abbiamo fondato «La Betulla», un condominio con spazi comuni per la socialità. Segno distintivo erano le chiavi sempre attaccate sulla porta di ogni appartamento. Ci siamo staccati nel 1977. Intanto avevamo acquistato la casa colonica a Preganziol dove mio cognato e la moglie ospitavano alcuni ragazzi in difficoltà. Assieme a due coppie di amici abbiamo creato una comune che è durata 4 anni. Nel frattempo continuavamo ad ospitare giovani con problemi psichici. Poi è maturata l’idea della cohousing». Cosa spinge una persona a vivere in cohousing? «La società manda il messaggio che stare da soli è bello, stare isolati è meglio, che la solidarietà è difficile da proporre nel quotidiano. La cohousing è l’antidoto alla solitudine imperante di questo mondo, che colpisce specie gli anziani. E’ la ricetta contro l’egoismo e garantisce un’utilità complessiva nel mettersi assieme sia dal punto di vista intellettivo e sociale, sia economico». Qual è il futuro di «Rio Selva»? «Il futuro è dei nuovi. Un giorno saremo noi vecchi ad aver bisogno dei cohouser più giovani. Per migliorare l’esperienza è necessario non perdere mai la voglia di rinnovarsi per ritrovare sempre il senso di stare qua». (ru.b.)
martedì 29 settembre 2009
Laboratori di autoproduzione a Zocca - 26/27 settembre 2009
Partecipanti (in ordine sparso): Agnese con Lucia e Robi, Stella con Francesco, Guglielmo e Arianna, Claudia con Giuseppe e Elianto, Claudio, Alida e Nicole, Valeria con Giuseppe Luca e Francesco, Barbara con Massimiliano Anna e Viola, Bruna con suo marito Iris e Anna, Carla con Matteo, Rosa, Luisa, Linda con Pierre Cosma e Francesco, Elisabete con Felice e Isabella, Catia e Gianluigi.

Ciao a tutti,
Come avrete già letto Alida ha definito il week-end/laboratorio molto "rilassante"...beh, io direi molto "stimolante"!
Eravamo un bel gruppone, piuttosto caotico ma certamente creativo.
I tanti bambini toglievano un po' di concentrazione, ma siamo riusciti ugualmente a mungere le mucche, fare il formaggio, pane, grissini, oltre a discutere di permacultura, spiritualità e altro...
I nostri maestri, pur con stile molto diverso, ci hanno trasmesso le loro tecniche, ma soprattutto ci hanno comunicato la passione per quello che facevano, e l'importanza di guardare le cose della natura con attenzione e con amore.
Dato che le nostre energie erano concentrate nell'apprendimento della lavorazione casearia e della panificazione con pasta madre, ne hanno risentito i momenti dei pasti: per la cena del sabato abbiamo prodotto la "zuppa di Zocca", con aspetto da caserma ma assai gustosa, e per il pranzo della domenica. le linguine con colla di pesto.
Il posto è ideale per un'esperienza di gruppo e di condivisione come quella che abbiamo appena fatto, un po' isolato, con grandi ambienti per cenare, stare insieme, e fare cose...sarebbe bello tornarci...beh, io ho chiesto se avevano posto a capodanno, ma mi hanno risposto che è stato prenotato prima di Pasqua...magari l'anno prossimo!
Per chi è interessato, ecco la procedura per fare il formaggio e la ricotta.
AUTOPRODUZIONE FORMAGGIO
Per un formaggetto di circa 0,5 kg servono circa 5 litri di latte.
Portare il latte a 36-37 °, poi aggiungere il caglio (che si acquista in farmacia) nella dose di 1 cucchiaio ogni 5 litri e mescolare bene.
Coprire, tenere in ambiente caldo e aspettare 30-45 minuti.
A questo punto si vedrà il latte come "solidificato", perché si è formata la cagliata. Quando è ben cagliato, la cagliata deve essere rotta, e questo si fa mescolando bene con una schiumarola o una frusta.
Aspettare 15 minuti, così la cagliata si separa dal siero, poi raccogliere tutta la parte densa e metterla nella cascina (cioè il cestello per fare il formaggio).
La cascina dovrebbe essere colma e si deve schiacciare giù la colma premendo pian pianino per fare uscire il siero. Questa operazione richiede 15-20 minuti; si deve premere con delicatezza finché il formaggio diventa compatto, poi si tira fuori e si gira rimettendolo nella cascina in modo da premere un po' sull'altra faccia.
Questo formaggetto si può mangiare il giorno successivo condito con un po' di olio e sale, oppure se lo si vuole far maturare un po¹ deve essere salato: appena fatto si sala una faccia, e il giorno seguente si sala l¹altra faccia. Poi si toglie dalla cascina e si mette su un asse di legno coperto con uno strofinaccio (l¹asse va coperto, non il formaggio) in un ambiente a temperatura costante e piuttosto fresca. La formina va lavata una volta al giorno e nel giro di 3-4 giorni dovrebbe fare la buccetta. A questo punto, se lo si vuole conservare ancora si deve ungere la buccia con un po¹
d¹olio per ostacolare le muffe.
Per la ricotta si utilizza il siero rimasto dopo aver raccolto la cagliata.
In genere, per avere una ricotta più saporita è meglio aggiungere un po' di latte; nel nostro caso 1,5 litri di latte nel siero ottenuto da 30 litri di latte.
Il siero va poi portato vicino all¹ebollizione e a questo punto si aggiunge sale inglese (solfato di magnesio) nella dose di circa 1,5 g per litro.
Si mescola e si mantiene vicino all¹ebollizione (senza raggiungerla) finché non si sono formati tutti i grumini caratteristici della ricotta. Infine si raccoglie con un colino e si lascia scolare.
Allego una foto del maestro Gianluigi che raccoglie la cagliata, una della zuppa di Zocca e una dei bambini che impastano il pane.
Altre foto messe online da Catia.
AUTOPRODUZIONE PANE CON PASTA MADRE
Questa parte da spiegare qui è veramente difficile, però i partecipanti, che stanno provando e riprovando quanto hanno appreso al laboratorio sono disponibile per cercare di dare spiegazioni e soprattutto se volete pasta madre fatevi avanti che ne abbiamo in abbondanza.
martedì 24 marzo 2009
Gita al Forteto 21-22 Marzo 2009
| Il Forteto - 21-22 Marzo 2009 7-mar-2009 di Valeria |
buona visone!!
Valeria