mercoledì 9 luglio 2008

Galbani vuol dire fiducia

di Marco Cedolin
da decrescitafelice.it
su di un articolo originale in repubblica.it



Sul sito web di Repubblica, in un ottimo articolo a firma Paolo Berizzi, vengono resi noti gli sconcertanti sviluppi di un’indagine partita nel 2006 e portata avanti dalla guardia di finanza di Cremona grazie a quelle intercettazioni che giornalmente vengono messe sotto accusa quasi si trattasse del più grande problema che affligge questo disgraziato Paese.
Nonostante in Italia le frodi alimentari siano ormai all’ordine del giorno e cambiare il cartellino dei prodotti scaduti all’interno degli ipermercati stia diventando quasi una consuetudine, le dinamiche della truffa da parte che di quelli che Berizzi definisce giustamente “banditi della tavola” sono tali da riuscire a turbare profondamente non solo le persone deboli di stomaco.
L’impresa criminale che faceva capo a 4 aziende con sede a Cremona, Novara, Biella e Woringen in Germania, tutte riconducibili all’imprenditore siciliano Domenico Russo, ed era punto di riferimento per marchi come Galbani, Granarolo, Cademartori, Brescialat, Medeghini, Igor, Centrale del latte di Firenze, Frescolat, Euroformaggi, Mauri, Prealpi ed altre multinazionali europee, operava anche grazie alla connivenza delle Asl di competenza riciclando con l’ausilio di molta creatività gli scarti di formaggio avariato che avrebbero dovuto essere smaltiti.
Tali scarti, spesse volte forniti proprio dai grandi marchi di cui sopra, consistevano in formaggio avariato e putrefatto all’interno del quale si poteva trovare di tutto: vermi, escrementi di topi, pezzi di ferro, residui di plastica tritata, muffe ed inchiostro. Il materiale marcescente e maleodorante anziché venire smaltito subiva tutta una serie di lavorazioni che lo portavano a tornare sugli scaffali di discount ed ipermercati (spesso attraverso quegli stessi marchi che lo avevano venduto come rifiuto) sotto forma di sottilette, formaggio fuso, formaggio grattugiato, mozzarelle, gorgonzola ed altre specialità casearie che venivano vendute come prodotti genuini ai consumatori.
La truffa nell’ambito della quale il gruppo Lactalis Italia che controlla Galbani sembra avere pesantissime responsabilità, non ha coinvolto solo l’Italia ma si è sviluppata a livello europeo, arrivando a produrre la lavorazione di oltre 11.000 tonnellate di formaggio avariato a fronte di un business economico di enormi proporzioni. Decine risultano essere le persone indagate e denunciate per un’attività criminale che oltre a produrre profondo disgusto ha determinato pesantissimi rischi per la salute pubblica.
Come ultima nota disarmante in questa scioccante vicenda va sottolineato il fatto che gli impiegati e gli operai delle ditte incriminate hanno verbalizzato di essere a conoscenza della situazione ma si sono guardati bene dal renderla pubblica, molto probabilmente per non rischiare di mettere a repentaglio il proprio posto di lavoro.
Riesce difficile chiamare “progresso” la costruzione di una società all’interno della quale si corre il rischio di mangiare inconsapevolmente poltiglia marcescente per compiacere le multinazionali e ci si trova “costretti” a diventare complici di una banda criminale che avvelena i nostri simili per “mantenere” uno stipendio che ci consenta di sopravvivere un gradino sopra la soglia di povertà. Così come riesce difficile concepire un progresso che rischia di toglierci ogni dignità, anestetizzando la nostra natura umana e trasformandoci in ingranaggi della macchina di produzione e tubi digerenti di un consumo che tende a farsi sempre più escrementizio.


di Marco Cedolin
da decrescitafelice.it
su di un articolo originale in repubblica.it


giovedì 3 luglio 2008

Book Cross / Prestito-Scambio di Libri

Stiamo parlando di organizzare un Book Crossing, più semplicemente un Prestito-Scambio di Libri tra membri del G-A-S Città Nova, c'è chi ha lanciato l'idea di farlo anche con CD e DVD (c'è la proposta il "taglio delle manine" fisico oppure virtuale per eventuali danni, diverse scuole di pensiero :-)

Che ne dite ?

Qualcuno sà come si può organizzare un "taglio delle manine" (virtuale o non) ?


Provate a vedere cosa ha organizzato Franca Berbenni. qui


Ciao

Pierre

venerdì 20 giugno 2008

Cooperativa Il Forteto





Ciao a tutti,

ad accompagnare il messaggio di Agnese vi invio anche il messaggio ricevuto alcuni giorni fa da Francesco Rotini del Forteto seguito a una telefonata di presentazione.
Allego anche una brochure con i prodotti e un testo che parla della cooperativa e della fondazione, il listino invece non riesco ad aprirlo.
Si tratta, mi sembra, di un'esperienza interessante e sicuramente andrò a MME a provare i prodotti.

Ciao Stella

(vedere anche http://www.forteto.it/)

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Ciao Stella,

ti invio allora alcuni allegati sulla nostra cooperativa; uno sintetizza la storia della nostra realtà, un altro è una sorta di catalogo dei prodoti del caseificio, mentre l'ultimo è il listino prezzi di tutti i nostri prodotti sui quali va poi calcolato il 10% di sconto a parte mozzarelle in confezione da 1kg, ricotte da 1,5 kg (entrambe sono già scontate del 10% circa) e libri.

Siamo disponibili a venire a fare le consegne, chiedendo magari un rimborso per il trasporto, che, spalmato sugli aderenti al gas, dovrebbe risultare davvero minimo.

Noi, come ti dicevo al telefono siamo una realtà un pò particolare: allo stesso tempo cooperativa e comunità di 100 persone (si pranza e si cena sempre assieme).
Siamo attivi da poco più di trent'anni, la nostra attività principale è il caseificio (da noi costruito, gestito e dove lavora la maggior parte di noi); il latte di pecora che si lavora è esclusivamente toscano per un discorso a cui teniamo di filiera corta e di legame con il territorio; questo ovviamente incide sui prezzi in quanto il latte toscano costa di più, ma la qualità finale dei prodotti è tutt'altra rispetto a produzioni industriali, dove spesso viene utilizzato latte anche di provenienza estera. Anche noi come gli altri ci sforziamo di essere competitivi ma non risparmiando sulla materia prima (il latte toscano infatti ha un costo più alto) a danno dei produttori, cerchiamo invece di limitare i costi energetici (ottenendo di conseguenza anche minore impatto ambientale), di migliorare la qualità dei prodotti esistenti e di investire risorse per crearne di nuovi.

Una parte degli utili della cooperativa serve a finanziare la Fondazione Il Forteto, attiva da quasi dieci anni in progetti in ambito educativo e sociale. Sulla fondazione puoi trovare utili informazioni sul sito http://www.forteto.it (il resto del sito non è molto aggiornato). Siamo stati coinvolti ad un progetto di agricoltura sociale dell'Unione europea a Bruxelles per far conoscere le esperienze più importanti nei vari paesi. Nel caso vogliate venire a trovarci saremmo ben felici di mostrarvi l'azienda ; anzi sarebbe il modo migliore per entrare nel dettaglio delle fasi di lavorazione soprattutto dei prodotti caseari per poter mostrare gli sforzi che facciamo per garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti. L'entusiasmo delle tante persone che vengono a trovarci (gruppi di acquisto, ma anche scuole di ogni grado, università, delegazioni straniere) è una bella gratificazione per quanto si fà.

Da ultimo ti volevo segnalare la parte conclusiva della relazione dell'assemblea di bilancio del 2007 (approvato qualche settimana fà) che oltre a sintetizzare bene alcuni aspetti fondamentali delle nostre scelte produttive dà le motivazioni del nostro avvicinamento e della nostra affinità alla realtà dei gas:

"Concludendo questa relazione vogliamo ribadire la diffrenza tra impresa cooperativa e impresa profit in un aspetto di non immediata percezione ma estremamente importante in un ragionamento tra locale e globale, sostenibile o non sostenibile, vantaggioso o non vantaggioso per l'ambiente. Mentre le imprese alla ricerca del profitto, per garantire il risultato, tendono generalmente ad approvigionarsi di materie prime a basso costo indipendentemente dalla loro provenienza, la cooperazione per sua natura si approvigiona sul proprio territorio, laddove i soci produttori risiedono. Questo comporta la sopravvivenza in loco di quelle economie agricole, come ad esempio l'allevamento ovino, a cui si attribuisce il merito di conservare l'ambiente ed il paesaggio ed evita molti degli sprechi di energia determinati dai trasporti delle materie prime da paesi lontani, che spesso costano di meno solo perchè costa di meno la manodopera necessaria alla loro produzione. Non è indifferente, alla luce dei mutamenti climatici in corso, poter affermare che la cooperazione contribuisce ad evitare emissioni di anidride carbonica, avvicinandosi più di altri alla messa in commercio di prodotti a "km 0"."


Per ora ti saluto e ti ringrazio dell'attenzione;
sono a disposizione all'indirizzo gas@forteto.it

Ciao Francesco Rotini





mercoledì 18 giugno 2008

Orto Condiviso, seconda riunione

Ciao,

è tempo di organizzare l'incontro con Giovanni Dalle Molle per il progetto dell'orto, di cui sotto vi allego le caratteristiche essenziali che stavano in un precedente messaggio.

Chi è interessato? Cercherei di fissare l'incontro per vedere l'orto e parlare di tutti i dettagli in uno dei prossimi weekend. Magari potremmo portarci qualcosa da mangiare?

Ciao, Francesco

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Giovanni, dopo la riunione, ha iniziato a elaborare una proposta un po' diversa i cui dettagli saranno chiariti nei prossimi giorni e discussi nella riunione che si terrà nella sua azienda fra una o due settimane e di cui inizio a dirvi le caratteristiche essenziali:

1. L'orto da lavorare sarà (almeno inizialmente) non a Terraviva ma nella sua azienda a Ro, perchè è già avviato.

2. Il rapporto/supporto si esprime in una specie di, passatemi il termine, "abbonamento" ad una cassetta mista settimanale a prezzo fisso, da ritirare a Terraviva.

3. E' richiesta una partecipazione minima di una volta al mese, in giorni e ore da concordare con lui, per lavori vari che consentono di fare esperienza diretta e concreta.

4. E' sempre possibile concordare con Giovanni le modalità di un eventuale impegno superiore.

lunedì 16 giugno 2008

Agenda attività


Fave




FAVE CON BACON CROCCANTE IN INSALATA


Per 6 persone
Tempo: 30'

* fave fresche sgranate g 300
* insalate riccia g 150
* maionese g 100
* 6 fette di bacon
* 6 fette di pancarrè
* aceto
* olio di oliva
* sale
* pepe

• Fate rosolare le fette di bacon nella padella antiaderente, un-
ta d'olio, finché diventeranno croccanti. • Toglietele e, nel loro
grasso di cottura, friggete le fette di pancarrè ridotte in dado-
lata. • Mondate l'insalata, mescolatela con le fave fresche,
condite il tutto con sale, pepe, aceto e pochissimo olio, quindi
distribuitela nei piatti da porzione. « Guarnite ciascuno con
una fetta di bacon croccante e alcuni dadini di pane. • Servite
immediatamente, accompagnando con la maionese (ricetta a
pag. 26) insaporita con una cucchiaiata di aceto.


FAVE ALLA MENTA

Per 4 persone
Tempo: 30'

* fave fresche sgranate g 500
* un porro
* menta fresca
* olio di oliva
* sale

• Sbollentate e pelate le fave, poi fatele insaporire in padella, in
un fondo di porro ridotto a julienne, soffritto in un filo d'olio ben
caldo. • Dopo circa 5 minuti, aggiungete un pizzico di sale, ab-
bondante menta fresca tritata, un mestolino d'acqua, incoper-
chiate e lasciate stufare per 20 minuti circa. • Servite caldo.


FAVE IN FRITTEDDA

Tempo: 40'
Per 6 persone

* fave fresche kg 1
* piselli g 500
* 6 carciofi
* una piccola cipolla
* limone
* menta fresca
* zucchero semolate
* noce moscata
* aceto
* olio di oliva
* sale
* pepe

• Mondate i carciofi, togliendo le foglie dure e, se c'è, il fieno
interno, quindi tagliateli a spicchi e metteteli a bagno in ac-
qua acidulata con il limone. • Sgranate piselli e fave. • Tritate
finemente la cipolla e fatela appassire in una casseruola insie-
me con 3 cucchiaiate di olio, poi unitevi gli spicchi di carciofo
ben sgocciolati, • Lasciateli insaporire, quindi bagnateli con
un mestolino di acqua, poi unitevi le fave e i piselli. • Salate,
pepate, infine aromatizzate con una granatina di noce
moscata; tenete al fuoco, su fiamma bassa, e cuccete lenta-
mente, unendo, se necessario, un po' di acqua. • Quando
le verdure saranno diventate morbide, completate con 2 o
3 cucchiaiate di aceto, mezzo cucchiaino di zucchero e una
dozzina di foglie di menta, tritate. • Mescolate ancora e la-
sciate cuocere tutto insieme per altri 2 o 3 minuti. • Sistemate
la preparazione in un piatto da portata e servitela subito, cal-
da, oppure fredda.


FAVE IN INSALATA CON CRESCIONE

Per 4 persone
Tempo: 25'

* fave fresche sgranate g 200
* lattughino g 100
* crescione g 50

Per il condimento:
* 2 scalogni
* senape delicata
* limone
* olio di oliva
* sale
* pepe

• Lessate le fave in acqua bollente, quindi scolatele e privatele
della pellicina di rivestimento, • Mondate, lavate e sgocciolate
accuratamente il lattughino e il crescione. • Disponete con gar-
bo le due insalate in un piatto da portata e al centro mettete le
fave. • Preparate il condimento: mondate e sbollentate gli sca-
logni, quindi tritateli finemente, raccogliendoti in una ciotoli-
na. • Aggiungete mezza cucchiaiata di senape delicata e un
pizzico di sale e di pepe; stemperate il tutto con il succo filtrato
di mezzo limone, quindi aggiungete 8 cucchiaiate di olio di oli-
va e lavorate con una piccola frusta fino a ottenere una salsina
perfettamente emulsionata. • Condite l'insalata solamente al
momento di presentarla in tavola e mescolatela alla presenza
dei commensali.


FAVE IN PURE IN BIANCO

Per 6 persone
Tempo: 90'

* fave fresche kg 3
* 3 patate farinose
* olio di oliva
* sale

• Sgranate le fave, quindi mettetele in una pentola, meglio se
di terracotta, e copritele completamente con acqua fredda;
portate il recipiente sul fuoco e fate bollire le fave per circa
10 minuti. • Scolatele, eliminando così la schiuma che si sarà
formata; eventualmente ripetete questa operazione una o
due volte, quindi mettete nuovamente a cuocere le fave, co-
perte con altra acqua fredda. * Salate e unite le patate, sbuc-
ciate, lavate e tagliate a grossi dadi, poi riportate al bollore,
abbassate la fiamma e cuccete molto lentamente. • Quando
sia le patate sia le fave saranno morbidissime, conditele con
4 cucchiaiate di olio; utilizzando un cucchiaio oppure un pe-
stello di legno, schiacciate le verdure finché saranno ridotte
in un purè uniforme. • Servitelo caldo o anche freddo, even-
tualmente accompagnato con della cicoria selvatica lessata e
condita con olio di oliva.

da "Le ricette d'Oro" de "La Cucina Italiana", pag 1143

Orto Condiviso, prima riunione

Mi sembra che la prima questione strategica da affrontare sia quella del tempo minimo richiesto. La mia idea è che questo debba essere limitato alla raccolta e ad un turno mensile di diserbo (o lavori equivalenti). Questo non vuol dire che chi voglia e abbia tempo a disposizione non possa andare più spesso, anzi, dovrebbe essere messo in condizione di far fruttare al meglio questa esperienza. Ma, se parliamo di soglia minima di accesso, mi sembra impossibile garantire come gruppo una presenza quotidiana sul campo attraverso un impegno fisso settimanale di 1-2 ore di ogni partecipante.

Non scordiamoci che il progetto, almeno per come l'abbiamo immaginato noi sulla base delle esperienze che abbiamo visto di persona e di cui abbiamo letto è essenzialmente un modo alternativo (che certamente implica e si distingue per una serie di significati e valori molto importanti) di fare la spesa.

Nella definizione di Community Supported Agriculture a cui ci riferiamo il supporto è essenzialmente di natura finanziaria (la quota mensile anticipata) e solo come eventualità aggiuntiva e non obbligatoria c'è anche un coinvolgimento diretto nel lavoro. Quello che cambia profondamente è il rapporto di un gruppo di persone con un produttore, con il quale innanzitutto si condividono i rischi e alcune decisioni relativi alla produzione, non necessariamente la gestione del tempo personale/famigliare.

E' una questione fondamentale che darà l'impronta a tutto il progetto: cosa ne pensate? Che impegno vi sentite di poter affrontare?

Decidiamo un'impostazione da proporre al prossimo incontro, aspetto le vostre considerazioni.

Vi ri-allego gli appunti (Orto Condiviso, prima bozza) che avevamo scritto io e Andrea dopo il primo incontro con Giovanni, se potete dategli un'occhiata perchè c'è la traccia dell'esperienza milanese di riferimento, che abbiamo visitato prima di iniziare a parlarne nel gruppo, e alcuni riferimenti alle esperienze più consolidate all'estero.

Ciao, Francesco.

P.S.
In tutto questo discorso mi riferisco alla ordinaria amministrazione di quando il progetto sarà ben avviato, mentre penso che un una fase di avvio sia opportuno che chi di noi può (io mi ci metto) dia una mano in più per preparare il campo, il capanno degli attrezzi, il sistema di irrigazione e quello che ci dirà Giovanni.